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Martedì 23 Agosto 2011 22:07

Oradour Sur Glane

ENGLISH VERSION: Oradour Sur Glane

Questa cittadina del Sud della Francia, nella regione del Limosino, è stata teatro di un'orribile strage nazista, avvenuta per mano di un reggimento delle SS il 10 giugno 1944. Non si sa se lo scopo fu una rappresaglia o se i nazisti stessero cercando qualcosa o qualcuno, ma quella mattina, un reggimento corazzato delle SS si staccò dalla enorme carovana che stava dirigendosi verso la Normandia per contrastare le truppe Alleate appena sbarcate, ed entrò in Oradour, paesino di 800 anime che non rappresentava in alcun modo un bersaglio militare.

Oradour Su Glane, France. italiaperduta.com/ghostown

Quella mattina di 66 anni fa, le truppe naziste fecero irruzione nel villaggio, radunarono tutta la popolazione in un giardino che si trovava in una piazza al centro del paese e procedettero a perquisire ogni casa, ogni edificio, devastando ogni cosa.

I soldati non trovarono quello che stavano cercando, indipendentemente che si trattasse di partigiani rifugiati, fuggitivi o armi nascoste. Tutti gli uomini furono separati dalle donne e dai bambini e portati nei vicini granai, all'interno dei quali erano state posizionate delle mitragliatrici. Queste vennero usate per sparare agli uomini inermi, mirando alle gambe, in modo da non ucciderli e impedire loro di fuggire. I granai furono poi dati alle fiamme, con i feriti all'interno ancora vivi e immobilizzati.

Una volta compiuta questa strage, le SS trasferirono le donne e i bambini all'interno della chiesa del paese, e posizionarono le mitragliatrici di fronte all'uscita. Venne poi lanciata all'interno della chiesa una bomba incendiaria, che fece un'altra strage. I sopravvissuti che tentarono di uscire dalla chiesa, vennero fucilati appena usciti.

Un totale di 642 abitanti di Oradour persero la vita quel giorno, 197 uomini, 240 donne e 205 bambini furono barbaramente assassinati. Le case vennero in seguito date alle fiamme e l'intero villaggio fu distrutto.

Una ventina di persone che erano fuggite all'arrivo dei nazisti sopravvissero, e furono testimoni delle atrocità commesse a Oradour sur Glane. Dopo la guerra, De Gaulle decise che il villaggio non sarebbe stato ricostruito, e sarebbe invece rimasto come testimonianza della sofferenza francese sotto l'occupazione nazista.

E da allora, Oradour è rimasta una città fantasma. Un posto che merita una visita, perchè spinge a riflettere sull'insensatezza della malvagità umana.


>ENGLISH VERSION<

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Nella splendida terra di Dante, la Toscana, troviamo un gran numero di città scomparse o quasi, luoghi a volte dimenticati o in avanzato stato di abbandono. Uno di questi paesi è tristemente noto per un sanguinoso eccidio nazista che viene ancora rievocato nei toccanti racconti di chi lo ha vissuto… E’ l’affascinante città fantasma di Castelnuovo Dei Sabbioni.

Castelnuovo Dei Sabbioni. italiaperduta.com/ghostownSituato nella provincia di Arezzo, alle pendici dei Monti del Chianti, Castelnuovo è una frazione del comune di Cavriglia che oggi conta circa 9.000 abitanti e la cui nascita risale al 17 marzo 1809. Presso Castelnuovo è stato per molto tempo attivo un importante bacino minerario per l’estrazione della lignite. Lì vicino si trovava la cosiddetta “Dispensa”, un insieme di caseggiati sorto al tempo della Prima Guerra Mondiale come dormitorio per gli operai che da lontano venivano qui a lavorare. A partire dai primi anni venti i dormitori si trasformarono in veri e propri appartamenti per le famiglie di coloro che lavoravano nella Società Mineraria Valdarno. Pian piano questo raggruppamento denso di famiglie si trasformò in un vero e proprio nucleo abitativo…

Ma la tranquilla laboriosità di questo paese venne squarciata ferocemente la mattina del 4 luglio 1944

Quando la Seconda Guerra Mondiale stava ormai volgendo al termine, le rappresaglie naziste furono atroci in molte zone d’Italia. In Toscana questa repressione fu particolarmente violenta. Alle prime luci dell’alba di quel doloroso 4 luglio, in una torrida giornata d’estate, le frazioni di Castelnuovo Dei Sabbioni e di Meleto Valdarno furono accerchiate ed invase dalle truppe delle SS naziste, guidate da uno schieramento di repubblichini. Quest’orda di uomini spietati assalì le case e penetrò nelle abitazioni, rastrellando uomini, donne e bambini, e devastando ogni casa. Nei pressi del muro sottostante la chiesa 75 uomini vennero barbaramente trucidati e bruciati… Nel mucchio di cadaveri carbonizzati vennero anche ammassati mobili e suppellettili presi dalle abitazioni. Di queste 75 vittime solo 50 vennero riconosciute e consegnate alle rispettive famiglie, le altre furono pietosamente seppellite in una fossa comune del cimitero locale. Alla fine la tremenda rappresaglia nazista di quel 4 luglio nelle frazioni di Cavriglia arrivò a superare le 200 vittime…

Cavriglia oggi è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici che sono costati alla sua popolazione e per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni in cui la miniera era in piena attività, a Castelnuovo vivevano quasi mille persone. L’estrazione della lignite, un combustibile fossile, permetteva di alimentare la centrale elettrica di Santa Barbara, le cui ciminiere si stagliano alte nel cielo a breve distanza dal paese. La miniera dava soldi e lavoro ma allo stesso tempo gli scavi in profondità che furono fatti prima del 1956, erosero pian piano la terra, divorarono le colline, dissestarono leCastelnuovo Dei Sabbioni valli e lentamente si portarono via le case… A metà degli anni ’60, a seguito della pericolosità del terreno e di una frana, tre quarti del borgo crollarono e tutti gli abitanti dovettero progressivamente abbandonare le proprie case e stabilirsi nel nuovo paese, ricostruito poco più in alto. Con il tempo la miniera di lignite si è esaurita, fino alla sua definitiva chiusura nel 1994, mentre Castelnuovo Dei Sabbioni è diventato un malinconico paese fantasma. La sorte ha voluto che la principale fonte di reddito per la popolazione del posto, la miniera di lignite, diventasse per il paese la principale causa del disastro e dell’abbandono.

Camminare per le vie del borgo trasmette la sensazione di un abbandono repentino. Le case sono tutte aperte e al loro interno si possono trovare ancora mobili, oggetti, vestiti, ricordi. Appena entrati si suggella un patto con il silenzio assoluto, rotto solo dal canto degli uccelli che qui hanno trovato la loro dimora, unici aneliti di vita in un luogo raggiunto dalla morte e dall’abbandono…

Le case presentano pitture con curiosi enigmi bianchi e neri e strani rebus che creano un’atmosfera particolarmente misteriosa e sospesa in un limbo tra realtà e finzione. La finzione è quella cinematografica che ancora una volta ha raggiunto questi luoghi dimenticati dall’uomo. I rebus ormai rovinati dal tempo che si possono scorgere sulle case sono infatti stati realizzati nel 1995 per il film “Ivo il tardivo”, del regista Alessandro Benvenuti. Castelnuovo era la dimora di questo stralunato personaggio, Ivo, che si dilettava nel dipingere i muri del colore del suo giornale preferito, “La settimana enigmistica”, utilizzando il linguaggio cifrato dei rebus. Castelnuovo era stato scelto come sua dimora e come rappresentazione onirica del suo particolare mondo interiore.

Oggi Castelnuovo Dei Sabbioni, dopo anni di silenzio, sembra tornare lentamente a vivere grazie ai progetti di recupero della vecchia chiesa e al restauro di alcuni edifici esterni che ospiteranno i turisti interessati a visitare il borgo abbandonato. Un progetto che tocca ben 1.700 ettari di territorio in abbandono e che comprende il restauro della vecchia miniera di lignite, la storia portante di questi luoghi…

 

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Guarda il nostro documentario su Castelnuovo in versione integrale:

CASTELNUOVO DEI SABBIONI: IL PAESE DELLA MEMORIA.



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Se sei interessato al documentario su Castelnuovo puoi acquistarlo a QUESTO LINK.

Vai alla pagina sul paese fantasma di CASTELNUOVO DEI SABBIONI.


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