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GHOST TOWN NEL FUTURO

ENGLISH VERSION: Bodie ghost town, shadows of Far West on the Sierra Nevada

Spesso quando si parla di Ghost Town la prima immagine che salta alla mente è quella di una vecchia città del Far West, un luogo ormai leggendario ed un'epoca, quella della corsa all'oro, divenuta un mito. Nell '800 i pionieri in cerca di fortuna si riversarono sempre più verso l'ovestBodie State Historic Park, Califronia. italiaperduta.com/ghostown degli Stati Uniti, verso la Frontiera e soprattutto verso terre ancora inesplorate dove una nuova vita era possibile. Fu così che si scoprirono i primi giacimenti di oro o di altri metalli preziosi e nacquero le città intorno alle miniere. Bari di poker, cowboy, ragazze dei bar e desperados si riversavano tutti in queste cittadine in mezzo al deserto, dove in breve tempo sorgevano saloons, sale da gioco, bordelli e sì, anche qualche abitazione. Col tempo però i giacimenti si esaurirono e queste cittadine di frontiera furono abbandonate alla stessa velocità con cui erano sorte. Molte ghost town sono state col tempo restaurate mirabilmente e oggi rappresentano attrattive di grande richiamo, soprattutto per il visitatore europeo, la cui conoscenza di quegli anni è spesso limitata a quanto ha potuto vedere nel cinema di Hollywood. Ma se si vuole conoscere il prototipo della città fantasma del Far West è a Bodie che bisogna andare...

Situata in California, lungo i versanti della brulla Sierra Nevada, Bodie si può far risalire al 1859, quando un certo W.S. Bodey trovò una pepita in una zona desolata a oltre 2.500 m di altitudine. In breve tempo dal nulla sorse una città. Il primo inverno fu terribile: i morti, l'isolamento e le difficoltà di approvvigionamento spinsero molti cercatori d'oro ad andarsene. Bodie tuttavia sopravvisse e nel 1879 regalò ai suoi abitanti un filone d'oro molto ricco. In poche settimane la minuscola cittadina divenne la seconda città più importante della California dopo San Francisco. Raggiunse una popolazione di ben 10.000 abitanti tra avventurieri, desperados, banditi, prostitute e predicatori illuminati... Nel 1880 possedeva ben 65 saloon, un numero infinito di bordelli, un quartiere cinese e 4 negozi di sigari!

Bodie State Historic Park, California. italiaperduta.com/ghostown

Ma Bodie non era di certo un paradiso felice... I minatori erano infatti costretti a lavorare ad una profondità dai 100 ai 200 m per appena 3 o 4 dollari al giorno. All'epoca chi si recava a Bodie soleva dire "Goodbye, God, I'm going to Bodie" ("Addio, Dio, vado a Bodie"). Per contrastarne l'immagine profana si decise di fare una colletta e costruire una chiesa metodista, ma i pastori non vollero mai venirci perché il finanziamento derivava dai bordelli e dai bar in cui si fumava oppio. A Bodie ci scappava un morto ogni giorno, tant'è che i minatori dicevano scherzando: "Well, have we got a man for breakfast this morning?" ("Abbiamo un uomo per colazione stamattina?").

In 100 anni le miniere di Bodie fruttarono 100 milioni di dollari in oro, sino a quando, nel 1942, un decreto governativo stabilì l'abbandono della città. Solo una dozzina di "dimenticati" vi rimasero a vivere e 10 anni dopo un incendio appiccato da un ragazzino la ridusse in rovina. Il 95% di Bodie andò in fumo ma rimasero tuttavia numerose abitazioni, ora parzialmente restaurate, una chiesa, alberghi, banche, la casa dei pompieri e delle pompe funebri, una scuola, una prigione, le vecchie miniere e le latrine (oggi gli unici bagni disponibili per i turisti che vengono sino qui!). Per fortuna la ristrutturazione non è stata eccessiva e da allora niente è cambiato: vi sembrerà davvero di essere catapultati nel mitico Far West. Situata in una landa deserta, Bodie riesce a trasmettere brividi e allo stesso tempo pace, immersa nel silenzio più assoluto, interrotto solo da qualche turista di passaggio. La maggior parte degli edifici è chiusa e dalle finestre sporche si intravvedono oggetti pietrificati dal tempo. Nelle case in cui è possibile entrare si vedono carte da parati Bodie State Historic Park, California. italiaperduta.com/ghostownche si sbriciolano, polvere, vecchie poltrone rosicchiate dai topi, pavimenti che sprofondano, tavole apparecchiate, antiche bottiglie di Coca Cola e vetrine di negozi ancora allestite. L'edificio più intatto è la chiesa, al cui interno è custodito ancora un vecchio organo. C'è tutto tranne gli abitanti, sepolti nel cimitero poco fuori la città, spesso con gli stivali ancora ai piedi.

Oggi la città di Bodie e i dintorni sono protetti come State Historic Park e custoditi da intrepidi rangers. Chi vi scrive è stato a Bodie 4 anni fa e vi garantisce che l'autentico fascino della ghost town e l'esperienza di respirare l'atmosfera del vero Far West risiede qui, a Bodie, e va assolutamente vissuta.


INDICAZIONI TURISTICHE (vedi mappa)

Bodie si trova sulla Route 270, a 13 miglia dalla Highway 395, vicino a Bridgeport, a nord di Lee Vining e in direzione del Lake Tahoe. GliBodie Hills, Sierra Nevada. italiaperduta.com/ghostown ultimi 5 km per arrivarci sono sterrati ma facilmente percorribili anche senza un fuoristrada (prestando tuttavia molta attenzione perché se si buca non si trova nulla per diverse miglia!). In inverno la strada potrebbe non essere accessibile a causa della neve, per cui meglio venirci tra aprile ed ottobre. Controllate di avere sufficiente benzina perché sul posto non ci sono distributori e non ne troverete per molti chilometri. Inoltre non ci sono né ristoranti né fast food, quindi portatevi un pranzo al sacco se venite in mattinata. Bodie è visitabile in estate (15 maggio - 31 ottobre) dalle 8 alle 18 e in inverno (1° novembre - 14 maggio) dalle 9 alle 15. Il prezzo del biglietto è di 7$ per gli adulti e 5$ per i bambini. Volendo è possibile prendere parte ai dei tour guidati recandosi presso il Visitor Center nel centro della città, all'interno di un vecchio edificio dove è stato allestito anche un museo.

Se si è diretti verso il Lake Tahoe si può dormire a Bridgeport, poche miglia a nord lungo la Route 270. Se invece le tappe del vostro viaggio sono lo Yosemite e/o la Death Valley, Bodie è raggiungibile in una giornata da entrambi i luoghi, includendo una visita allo splendido Mono Lake, uno dei laghi più antichi dell'America del Nord e che presenta una salinità tre volte superiore a quella del mare. L'entrata est (Tioga Pass Entrance) del meraviglioso Yosemite National Park è a una trentina di miglia a sud di Bodie e per raggiungere il centro delle valle, attraversando paesaggi mozzafiato, occorrono circa 3 ore di macchina. L'incredibile Death Valley National Park è invece più distante (circa 5 ore di auto), per cui è consigliabile una tappa a Lone Pine, piccola cittadina immersa nelle splendide Alabama Hills, la cosiddetta "succursale di Hollywood" per gli innumerevoli film che sono stati girati in questo luogo. Qui potrete soggiornare al Dow Villa Motel, dove dormiva niente meno che John Wayne.

Per maggiori informazioni su Bodie visitate il sito ufficiale: Bodie State Historic Park.

Per altre immagini di Bodie visitate la image gallery sottostante e il video dal sito ufficiale della città.

 

Fonte: Routard.

›ENGLISH VERSION‹


Published in GHOST TOWN NEL MONDO
Mercoledì 28 Marzo 2012 07:24

California City: il labirinto fantasma

California City_italiaperduta.com/ghostownProvate a cercare California City su google maps e navigate per chilometri intorno al centro principale: vi sembrerà di sorvolare le misteriose linee del deserto di Nazca, in Perù, o una versione estesa del labirinto di Chartres, e invece state osservando lo sconfinato deserto del Mojave, in California, dove si trova uno dei luoghi più inspiegabili di tutti gli Stati Uniti...

California City fu sviluppata nel 1958 dal professore di sociologia Nat Mendelsohn che acquistò 80.000 acri di terreno (320 Km²) nell'arido deserto del Mojave, con l'intenzione di costruire una grande città che rivaleggiasse niente meno che con Los Angeles. Disegnò la sua città ideale intorno ad un parco centrale di 26 acri e un lago artificiale, ma la crescita non avvenne come si aspettava. California City è divenuta un'immensa griglia di strade asfaltate e fatiscenti destinate a collegare tra loro le varie abitazioni ed è arrivata ad essere per superficie la terza città più grande della California e la 34ª degli Stati Uniti. Ma questo luogo non è mai stato popolato come Mendelsohn si era prefissato...

California City_italiaperduta.com/ghostown

Dal censimento del 2010 California City risulta popolata da appena 14.000 persone che lavorano per lo più nella vicina Edwars Air Force Base, dove vengono testati aerei, effettuate esercitazioni militari e provati missili e bombe. Molti altri lavorano nella miniera di boro situata a sud est, la più grande miniera a cielo aperto di tutta la California, e in una prigione privata. L'ultimo tentativo di California City di raggiungere la fama è stato la costruzione di un nuovo circuito di prova per le auto che si estende per ben 1.750 ettari e che è costato 60 milioni di dollari. E' lo Hyundai-Kia Proving Grounds che sorge a soli pochi chilometri di distanza da un circuito ancora più grande, l'Honda Proving Center California, dove vengono testati i concept car della famosa casa automobilistica giapponese.

Oggi California City sembra un fatiscente miraggio in mezzo al deserto, quasi un incubo, un luogo abbandonato o persino mai abitato, in cui i costruttori si sono scomodati a dare nomi hollywoodiani alle strade al di fuori della parte centrale e a realizzare parchi estesi per diversi chilometri. Pare che in città non ci sia neanche un negozio di alimentari. Inoltre sulla vita di California City circolano numerose voci secondo le quali le case disabitate vengono usate per sequestri, le piscine sono infestate da zanzare infette da virus esotici e lungo le strade fantasma si eseguono numerose esercitazioni militari. In ogni caso il sito di California City pare ignorare tutto questo e per chi volesse comprare la propria dream house inutile dire che può disporre davvero di un'ampia scelta...

California City_italiaperduta.com/ghostown

 

Sito web di California City: calcityland.net.

Fonti: google sightseeing - bldgblog - good cities

Published in GHOST TOWN NEL MONDO
Venerdì 23 Settembre 2011 08:54

Le visioni notturne di Troy Paiva

ENGLISH VERSION: Troy Paiva's night visions

Troy Paiva è un talentuoso artista contemporaneo americano che dal 1970 esplora la sua terra d'origine, in particolare la California, percorrendo luoghi abbandonati e dimenticati dall'uomo. I dipinti di luce di Troy PaivaA partire dal 1989 ha cominciato a fotografare questi luoghi caduti nell'oblio, disegnando il volto di un America nascosta e spesso inaccessibile. I suoi scatti misteriosi possiedono una luce e un'esposizione unica che trasformano ogni oggetto o edificio abbandonato in qualcosa di diverso, sia di quello che è stato che di quello che è diventato. Attratto dalla notte e dalla luce della Luna, Paiva riesce a immortalare il tempo e il silenzio, e a creare immagini suggestive che sembrano appartenere ad un universo parallelo, enigmatico e decadente. Avvalendosi di tempi di esposizione molto lunghi, anche di 8 minuti, di un flash stroboscopico e di filtri di luce teatrali, riesce a realizzare quei particolati effetti di luce che traformano gli oggetti e le ombre.

Questi straordinari dipindi di luce ritraggono carcasse d'auto, edifici diroccati, città fantasma, pompe di benzina, aerei abbandonati, vecchi treni, motel, basi militari in disuso, navi fantasma e tutto ciò che è stato dimenticato dall'uomo e che con le sue opere entra in una nuova dimensione dello spazio-tempo. Al centro del suo lavoro c'è l'impatto che le attività umane hanno sempre sull'ambiente, spesso con conseguenza devastanti. La denuncia ecologica è il tema fondamentale della sua arte e mette in risalto il problema dello smaltimento di rifiuti come gli aerei, le auto e le navi. Batterie, plastiche, oli lubrificanti e sostanze chimiche, infatti, si disperdono nell'ambiente e danneggiano la flora e la fauna del posto. Anche i distributori di benzina sono una fonte di inquinamento spesso sottovalutata. Sotto ogni pompa sono conservate cisterne da 20.000 litri e ogni possibile perdita può inquinare vaste aree del sottosuolo se non addirittura le falde acquifere.

I dipinti di luce di Troy Paiva

La fotografia notturna di Paiva è stata pubblicata in due monografie: "Lost America" (2003) e "Nigth Vision" (2008). In questi libri è rappresentata tutta l'esplorazione urbana dell'artista e l'atmosfera surreale e misteriosa che egli estrae dalle rovine del mondo moderno e dagli incubi dell'espansione industriale. "La nostra società", sostiene il fotografo, "sembra vivere una sorta di 'golden age' dell'abbandono, tutto si rinnova con eccessiva velocità, talvolta anche senza motivo, e nel giro di pochi anni gli oggetti diventano obsoleti e non resta che libersane lasciando il mondo disseminato di ogni genere di rovina."

Potete trovare altre splendide foto di Troy Paiva nel suo sito:

Altri link:

I dipinti di luce di Troy Paiva

I dipinti di luce di Troy Paiva

I dipinti di luce di Troy Paiva

I dipinti di luce di Troy Paiva

Published in NELL’ARTE
Venerdì 23 Settembre 2011 07:43

Las Vegas: le luci si spengono.

ENGLISH VERSION: Las Vegas, the lights switch off

Sembra impossibile ma la città del peccato e dello svago, sta ormai perdendo tutta la sua maestosità. Oggi infatti Las Vegas sta affrontando la peggior crisi economica della sua storia e lo splendore della città dei neon si sta lentamente spegnendo così come in passato si illuminò...

Las VegasFondata il 15 maggio del 1905 come villaggio ferroviario, Las Vegas divenne una città a tutti gli effetti il 16 marzo del 1911, quando adottò la sua prima carta di diritto pubblico. Il nome deriva da un termine spagnolo che siginifica "I Prati", in quanto nella zona, situata nello sconfinato deserto del Nevada, esistevano dei pozzi d'acqua che permisero la formazione di alcune aree verdi. La costruzione della diga di Hoover, completata nel 1936, permise alla città di svilupparsi enormemente e di espandarsi a vista d'occhio. In seguito alla legalizzazione del gioco d'azzardo, il 19 marzo del 1931, Las Vegas richiamò il celebre gangster Bugsy Siegel che, nel 1946, vi aprì il famoso primo hotel casinò: il Flamingo. Al denaro portato da turisti e giocatori si aggiunse poi quello dei militari che lavoravano alla vicina base aerea di Nellis, nella quale, durante gli anni della Guerra Fredda, furono effettuati decine di test nucleari. La sua crescita fu esponenziale e, in quella che oggi è conosciuta come la "Strip", sorsero decine di hotel e casinò che consacrarono Las Vegas come la città del gioco d'azzardo per eccellenza. Il boom economico ed edilizio è stato in rapida espansione per molti anni e la costruzione di case, hotel e casinò era in continuo aumento. Con la crisi economica iniziata nel 2008, anche Las Vegas ha subìto un duro colpo...

Secondo L'Economist le fondamenta economiche della città sembrano essersi compromesse in maniera irreversibile e così Las Vegas ha superatoQuartiere nord di Las Vegas persino Detroit come la città più abbandonata d'America. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 15%, con oltre 30.000 persone che hanno perso il lavoro nel settore dei casinò e degli hotel. Inoltre nel 2010 sono state pignorate un decimo delle case nella città, una quantità cinque volte superiore alla media nazionale. Nei quartieri a nord si arriva addirittura a una casa pignorata su cinque. I prezzi delle abitazioni sono precipitati del 60% e il 70% delle persone che aveva comprato casa si è ritrovato con un mutuo di gran lunga superiore al valore della proprietà. Il risultato di questa profonda crisi è che interi quartieri appaiono oggi deserti, privi di illuminazione e di auto, mentre si moltiplicano i cartelli di vendita davanti alle case e i senzatetto che trovano dimora negli edifici abbandonati. Persino i grandi hotel non sono stati risparmiati dalla crisi e, anche se recentemente ne sono nati di nuovi come l'enorme complesso "Aria", altri sono stati abbandonati e demoliti come lo storico "Sahara Hotel" che fu innaugurato nel 1952 e che ospitò star quali Elvis Presley, Frank Sinatra, John Wayne e i Beatles, oltre ad essere set di grandi pellicole cinematografiche. Inoltre, ampi spazi che avrebbero dovuto essere adibiti a nuovi casinò sono rimasti incredibilmente vuoti.

Insomma, Las Vegas, la città della perdizione e dell'eccesso, rischia di diventare nel futuro una scenografica città fantasma...


> ENGLISH VERSION <

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