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Lunedì 14 Novembre 2011 18:41

Tartavalle Terme: la perla abbandonata

Written by  Alessandro Girola
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Esistono posti con tanto di storia, tradizioni e blasone, ma ugualmente, inspiegabilmente dimenticati e abbandonati. Magia e scempio di un paese come l'Italia, mai troppo generoso nello sfruttare le meraviglie tramandate da secoli di storia e civiltà. Uno di questi posti si trova a un'ora di macchina da Milano, in Valsassina.

A differenza dell'attigua Valtellina la Valsassina ha sempre goduto di meno fama, anche se in modo del tutto immeritato. Negli anni Ottanta era piuttosto frequentata da villeggianti lombardi e non, mentre ora è in buona parte trascurata dal turismo, che si fa facilmente attrarre da mete più appariscenti e pubblicizzate. La Valsassina settentrionale, in particolare, appare oggi come una striscia intervallata da piccolissimi paesi che d'inverno possono essere facilmente scambiati per borghi abbandonati. Probabilmente agli abitanti della zona va benissimo così, ma di certo qualche turista in più porterebbe alla nascita di strutture e alla rivalutazione di un'area che, a livello paesaggistico, è sinonimo di tranquillità e vita bucolica.

Eppure fino a una ventina di anni fa proprio nella Valsassina settentrionale c'era una perla che attirava persone da tutto il Nord Italia: le Terme di Tartavalle. Frazione del vicinoTartavalle terme paese di Taceno, da cui dista circa un chilometro, Tartavalle ha una storia e una tradizione. Nata come uno dei primi centri termali della Lombardia, era dotata di due sorgenti d'acqua: solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa, adatta alla cura di malattie epatiche ed ematiche, e bicarbonato-alcalino-terrosa, consigliata per le terapie renali e biliari. L'acqua di Tartavalle era considerata la più ferrosa d'Italia, primato che, a quel che ne so io, perdura ancora oggi, anche se la terme è abbandonata. Non solo: l'intero complesso era dotato di un prestigioso hotel e di un parco ampio e curato, che permetteva rilassanti passeggiate a chi alloggiava qui per seguire terapie specifiche. Il tutto nel contesto di un paese tranquillo, posto a circa seicento metri d'altezza e circondato da un paesaggio delizioso, fatto di boschi e montagne.

Purtroppo la terme oggi appare ben diversa, ossia come nelle foto che vi mostriamo.

A seguito del calo dei turisti verso la fine degli anni '80 Tartavalle ha infatti chiuso i battenti, senza più riaprirli. L'intera struttura risulta ancora adesso abbandonata, anche se diverse volte, nel corso degli anni '90, si è parlato di cordate d'imprenditori disposte a riavviare l'attività. Purtroppo, tra offerte non all'altezza e dissaporti assortiti, non se n'è fatto ancora nulla. L'impianto termale è ancora lì, deserto e spettrale. Spettrale proprio come ci è apparso a fine ottobre, quando lo abbiamo visitato. Non c'è niente da dire: in un contesto gotico Tartavalle sembra uscita da un racconto di H.P. Lovecraft. L'albergo abbandonato, una solida struttura un tempo prestigiosa, si staglia nel bel mezzo del complesso, in sostanziale buono stato. L'area delle sorgenti è delimitata da una rete metallica. A un primo sguardo si capisce subito che è in disuso da tempo. Il lungo viale alberato d'ingresso è buio, senza uno straccio di luce artificiale. Il grande parco centrale è invece soggetto alla formazione di strati nebbiosi bassi e densi, complice il vicino torrente Pioverna, che scorre a fianco dell'intera area. Fatta eccezione per qualche villetta isolata, situata sul retro delle Terme, il posto appare spettrale, solitario, silenzioso.

Se consideriamo che per arrivare a Tartavalle occorre percorrere una strada che attraversa un tratto di boscaglia senza abitazioni e caratterizzato dalla sola presenza di una centrale idrica automatizzata, se ne deduce che l'atmosfera del luogo è davvero intrigante, specialmente in autunno e in inverno. Ma, a parte queste considerazioni da amanti del ghost hunting, continuo a chiedermi com'è possibile che un luogo del genere sia stato abbandonato a sé stesso e lasciato morire insieme ad almeno metà della Valle di cui era la punta di diamante.

Misteri italiani, altro che fantasmi.


Articolo di Alessandro Girola - Il blog sull'orlo del mondo -

Foto di Simona Pizzi

Last modified on Mercoledì 15 Febbraio 2012 14:11
Alessandro Girola

Alessandro Girola

Scrittore, recensore, revisore di testi ed esperto di narrativa di genere.

Website: alessandrogirola.me/

Commenti  

 
+1 #1 ugo 2012-03-16 19:12
Le hanno riaperte

http://www.termeditartavalle.it/storia3p.php
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