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Giovedì 25 Ottobre 2012 10:10

I fantasmi della Casa Rossa

Halloween è alle porte. Siamo dunque nel periodo perfetto per qualche scampagnata “da brivido”. Brume, buio, freddo… fantasmi! Cosa c’è di meglio che una bella storia di spettri da raccontarsi la sera? Oggi vi ripropongo un post del vecchio blog, aggiornato e corretto, riguardante uno dei luoghi più spettrali che mi sia capitato di vedere fin da quando ero un bambino.

Villa De Vecchi, la Si tratta di una “classica” casa stregata. Quando andavo in montagna coi nonni, in Valsassina, la scorgevo lungo la strada. Era già abbandonata allora e si faceva notare per la bizzarra colorazione rossa dei suoi muri, e per le dimensioni notevoli. Solo col tempo ho scoperto che quella suggestiva magione – sì, ho sempre avuto una passione per certe atmosfere – era effettivamente tacciata di essere maledetta, stregata. Situata in una frazione del piccolo paesino di Cortenova e costruita a fine ’800, essa porta il nome di Villa De Vecchi, in onore del suo proprietario, il Conte Felice De Vecchi. Leggenda vuole che il conte decise di erigerla qui spinto da un impulso istintivo, nato durante le sue abituali passeggiate nei boschi valsassinesi. La costruzione fu affidata all’architetto Sidoli, che morì prima di vederla finita e abitata. La casa era strutturata su tre piani ma comprendeva anche degli estesi sotterranei utilizzati come cantine, lavanderie e aree per la servitù. All’ultimo piano era previsto l’allestimento di un osservatorio astronomico, che tuttavia non fu mai realizzato.

Nei tempi in cui la villa era abitata essa comprendeva anche un magnifico giardino, con tanto di splendida fontana (ora scomparsa) e di attigua abitazione per il custode e per la sua famiglia. Il conte, patriota convinto, diede molte feste nella sua magione, che aveva una certa fama in tutta la Lombardia. Purtroppo al momento della sua morte la villa fu ereditata dal fratello Biagio, che però la lasciò andare in disgrazia nel giro di pochi anni. Che sia stata anche colpa delle storie di fantasmi e apparizioni che avevano iniziato a circolare riguardo alla casa?

Villa De Vecchi, la Si parlava di una maledizione riguardante una giovinetta (figlia del conte? I racconti dell’epoca non sono chiari) dispersa sui vicini monti e non più tornata alla villa. Non in forma mortale, perlomeno. Sempre secondo la leggenda, poco dopo questo episodio nei pressi della casa venne trovato il cadavere di una donna dal volto sfigurato. Da allora la magione del conte ha attirato la curiosità di molti esperti dell’occulto, che anche ai giorni nostri visitano l’edificio (pericolante e quasi del tutto inagibile, sappiatelo!) per registrare eventuali anomalie.

Sono stati rilevati forti campi magnetici ed elettromagnetici nella zona circostante, nonchè presenze di orb. La casa e il terreno su cui si trova è stata messa all’asta svariate volte dal comune a prezzi bassissimi, ma nonostante ciò non è mai stata venduta. Un’ulteriore curiosità è che qualche anno fa ci fu una grossa frana proprio in quella zona, che devastò completamente alcuni paesi, e la casa si salvò senza un graffio poichè la frana le passò ai lati senza sfiorarla. Ma i misteri della Villa non finiscono qui. In uno dei sopralluoghi del gruppo Crop, tre ricercatori del gruppo hanno udito uno “strano rumore” provenire dall’interno. “Come se qualcuno camminasse strisciando i piedi sul legno”. Una collaboratrice del Crop ha potuto vedere la figura bianca di una donna molto giovane attraverso una delle finestre sul retro. La stessa donna fu vista tempo prima da almeno un altro paio di testimoni… Suggestioni o finestra sull’Aldilà?


Articolo di Alessandro Girola - Plutonia Experiment -

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IL FASCINO DELL'ITALIA NASCOSTA: RIFLESSIONI E IMMAGINI

Le città fantasma in Italia: passato, presente e futuro

Ghost Town: riflessioni e immagini. italiaperduta.com/ghostown

 

Con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico italiano in stato di abbandono, il 25 settembre, presso la Cascina Roccafranca a Torino, avrà luogo un incontro per sviluppare temi e idee, durante il quale verrà proiettato il documentario prodotto dalla PGM Video "Balestrino, l'antico respiro di un borgo fantasma".

Durante la serata verranno presentati il progetto Ghost Town e la serie di documentari prodotti dalla PGM Video, con ospiti alcuni membri della produzione. Seguirà un incontro in cui si rifletterà sul tema dell'architettura sostenibile, ovvero come creare nuove unità immobiliari nei luoghi abbandonati senza urbanizzare. Interverranno gli architetti Katiuscia Vilardi e Massimiliano Fadin.

Per chi volesse partecipare l'appuntamento è il 25 settembre ore 21 presso la Cascina Roccafranca, in Via Rubino 45, 10137 Torino.

Segui l'evento anche sulla nostra pagina facebook.

INDICAZIONI STRADALI A QUESTO LINK

Cascina Roccafranca

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Venerdì 10 Agosto 2012 13:47

Italia Perduta: Gairo Vecchio

ITALIA PERDUTA: GAIRO VECCHIO

Gairo Vecchio, Sardegna. italiaperduta.com_ghostown

 

Nella sezione Ghost Town in Italia si parla di un altro piccolo pezzo di Italia perduta, il paese fantasma di Gairo Vecchio, nella splendida provincia dell'Ogliastra, in Sardegna.

SCOPRI DI PIU' NELL'ARTICOLO: GAIRO VECCHIO, ECHI DI UN PASSATO PERDUTO.

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Venerdì 10 Agosto 2012 07:14

Gairo Vecchio: echi di un passato perduto

Nella provincia dell'Ogliastra, in Sardegna, sorge un piccolo ma affascinante borgo fantasma, una gemma nascosta e remota di questa grande e spesso sconosciuta Italia perduta. Il suo nome è Gairo Vecchio, la cui origine deriva dal greco "ga" e "roa", ovvero "terra che scorre". Un'origine che sin dall'inizio della sua storia racchiude il suo destino e la sua fine.

Gairo Vecchio, Sardegna. italiaperduta.com_ghost townFondato verso la metà del 1200 dalla popolazione di Sessei che si ritirò verso l'interno per sfuggire alle lotte tra i Pisani e i Visconti, Gairo sorse su una collina a 800 m sul livello del mare. Luoghi perfetti per i pascoli e per l'agricolura, con terreni fertili, valli, montagne e fiumi, abitati da grandi colonie di mufloni e di uccelli, quali il Gypaeto barbato. Gairo fu un vero paradiso sino a quando lo Stato italiano diede inizio al disboscamento della Sardegna.

La già precaria condizione idro-geologica del luogo fu ulteriormente peggiorata dall'assenza della protezione della vegetazione, con la conseguente erosione del territorio. La prima alluvione di cui si ha notizia avvenne nel novembre del 1880: una violenta pioggia causò ingenti danni al paese e alle campagne con frane, muri a secco crollati, smottamenti del terreno, tetti scoperchiati e i vicoli del borgo che si trasformarono in ruscelli. Alla fine di marzo del 1927 si ebbe un'alluvione ancora più grave che isolò il paese per diversi giorni. Alcune case necessitarono di essere demolite e una quindicina di famiglie furono costrette a lasciare il paese. Purtroppo le istituzioni fecero poco o niente per sistemare il paese e la popolazione si dovette arrangiare per conto proprio.

Gairo Vecchio, Sardegna. italiaperduta.com_ghost townNel 1940 ci fu un'altra gravissima alluvione e nel 1951 uno straordinario evento meteorologico provocò l'intero dissesto del paese ed il suo definitivo abbandono. Tra il 12 e il 18 ottobre caddero ben 1300 mm di pioggia che distrussero ben 90 abitazione nel solo Gairo, miriadi di alberi sradicati, strade totalmente seppellite e cumuli di detriti. Per protestare contro l'abbandono del paese da parte dello Stato, nel gennaio del 1952 150 donne incinte fecero lo sciopero della fame, a cui seguirono violenti scontri fra la popolazione e le forze dell'ordine. La polizia aprì il fuoco e alcune persone rimasero ferite. Superata la cirisi, poco tempo dopo, si decise di traferire la popolazione nella zona più sicura di Taquisara e si avviò la costruzione di altre case.

Ma le rovine di Gairo risiedono ancora lì dove vissero per molto tempo il loro splendore. Tra i viottoli in terra battuta e selciato sorgono ancora le case realizzate prevalentemente in granito, scisto e altre rocce locali, oltre che fango, malta di calce e sabbia utilizzati come legante: quel che rimane di antiche tecniche costruttive. Di recente è stata asfaltata la via centrale del borgo per permette di ragguingere questi luoghi che molto hanno da offrire al turismo, quali le grotte di Sa Rutta' e Su Marmu. Oggi Gairo è divenuto un'attrazione turistica e un importante esempio di archeologia abitativa della Sardegna Centro Orientale.

 

Fonti: Ogliastra on the web - Percorsi di Sardegna

Foto: Stefania Murru - Von Jay Beee - Shardana Giuseppe Mercorella

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Venerdì 25 Maggio 2012 11:40

Italia perduta: il campanile di Curon

ITALIA PERDUTA: IL CAMPANILE DI CURON

Curon, Val Venosta. italiaperduta.com/ghostown

 

E' una visione quasi surreale quella che si presenta agli occhi del turista che viene a visitare la splendida Val Venosta, in provincia di Bolzano: un campanile che emerge dalla acque del Lago di Resia, blu e limpido in estate, ghiacciato in inverno. E' il campanile del paese sommerso di Curon.

SCOPRI DI PIU' NELL'ARTICOLO CURON VECCHIA E IL CAMPANILE FLUTTUANTE.


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Venerdì 25 Maggio 2012 06:56

Curon Vecchia e il campanile fluttuante

E' uno dei luoghi più fotografati di tutta la Val Venosta e non solo. Quel campanile fluttuante tra le acque dello splendido Lago di Resia, circondato dalla catena montuosa delle Alpi, in provincia di Bolzano, è divenuto un simbolo della valle stessa e dell'abbandono.

Curon, Val Venosta. italiaperduta.com/ghostownLa storia di questo campanile, risalente al XIV secolo, mutò completamente quando l'ingegnere Josef Duile, verso la metà del '800, decise di ricavare nuove terre tramite l'abbassamento del Lago di Curon con un sistema di argini sul torrente Rio Carlino. Questo progetto fu poi sospeso a causa di una catastrofe naturale provocata dal crollo della cateratta del Mittersee nel 1855. Negli anni '20 tuttavia si riprese in mano lo studio e si decise di innalzare il livello dell'acqua di 5 metri per produrre energia elettrica. L'operazione non metteva in pericolo né il piccolo borgo di Curon con il suo campanile, né il paese di Resia.

Nel 1939 però lo Stato concesse al consorzio Montecatini la costruzione di una diga in basso al Mittersee, creando così un ristagno d'acqua di 22 metri. Nel 1947, alle spalle di cittadini increduli e disperati, la Montecatini diede il via al progetto. Le popolazioni di Curon e Resia cercarono in tutti i modi di impedire la prosecuzione dei lavori, bussando alle porte dei politici e persino a quelle del Santo Padre in Vaticano. Ma fu tutto inutile: i cittadini dovettero subire inermi l'esilio dalle loro case, dalle loro terre e dalla loro vita. Nell'estate del 1950 le cateratte furono chiuse e le acque del lago sommersero per sempre i paesi di Curon e Resia: 677 ettari di terra distrutti, 150 famiglie evacuate e risarcimenti irrisori. Per gli abitanti, che in breve tempo persero tutto, fu un vero incubo e la ripresa terribilmente dura.

Curon, Val Venosta. italiaperduta.com/ghostownL'unico ricordo rimasto intatto del paesino di Curon è il campanile che emerge solitario dalla acque del lago e che è stato messo sotto la protezione delle Belle Arti. Oggi la valle rivive come grande centro turistico ed inutile dire che quel campanile fluttuante sul lago è una delle mete più fotografate e apprezzate dai turisti. In estate regala paesaggi da fiaba, con montagne verdi, fiori e acque blu, mentre in inverno, grazie alle acque più basse e al lago ghiacciato, è persino possibile raggiungere a piedi il vecchio campanile del paese perduto di Curon.

Per maggiori informazioni turistiche sulla Val Venosta visitate il sito ufficiale del Comune di Curon: www.curon.net.


Fonte: passoresia

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Giovedì 12 Aprile 2012 12:38

Il Vallone Dei Mulini di Sorrento

C'è un luogo non molto conosciuto situato nel cuore della splendida Sorrento, in Campania, e celato sul fondo di un profondo vallone, una ferita nella roccia originata dalla più vasta eruzione che sconvolse il Mediterraneo circa 35.000 anni fa. Viene chiamato Il Vallone Dei Mulini.

Vallone Dei Mulini, Sorrento. italiaperduta.com/ghostownIl Vallone Dei Mulini è parte di un sistema di cinque valloni che un tempo solcavano tutta la penisola sorrentina, ed è quello meglio conservato. Esso si trova proprio nel centro storico di Sorrento, alle spalle di Piazza Tasso. La povertà idrica dei due corsi d'acqua che lo intagliano, il Casarlano-Cesarano e il S. Antonio, ha contribuito a formare delle gole strettissime che si allargano solo in prossimità del punto di incontro dei due fiumi, ai piedi della villa "La Rupe".

Il nome Vallone Dei Mulini deriva proprio dalla presenza di un mulino che restò in funzione sino ai primi del '900 e che venne usato per la macinazione del grano. Al mulino era annessa anche una segheria alimentata dalla acque correnti e dalle acque sorgive. E' infatti ancora possibile osservare una serie di grotte nelle quali furono scavati dei pozzi che fornivano acqua agli abitanti e dalle quali si estraeva il tufo per costruire le case. Vicino ai due edifici c'era anche un lavatoio pubblico dove si recavano le donne di Sorrento per lavare i panni. Essendo direttamente collegato con Marina Piccola, il Vallone era frequentato da contadini e pescatori, ragione per cui purtroppo non sono state pervenute ulteriori vicende su questo incredibile posto.

Il luogo, per la sua bellezza, attirò artisti da tutto il mondo che lo dipinsero e fotografarono da ogni angolatura. Il Vallone fu abbandonato in breve tempo in seguito alla costruzione di Piazza Tasso nel 1866. Questo fatto comportò l'incanalamento delle acque e il riempimento della parte terminale del Vallone. La costruzione della piazza isolò dunque l'area dei mulini dal mare e provocò un brusco innalzamento del tasso di umidità, rendendo la zona invivibile per l'uomo ma ideale per il proliferare delle piante. Oggi infatti del mulino non resta che un rudere ricoperto da una fitta coltre di vegetazione.

Per chi va alla scoperta delle bellezze di Sorrento non può mancare di ammirare dall'alto questo impressionante Vallone, munito di binocolo e macchina fotografica. La posizione migliore è Via Fuorimura, alle spalle di Piazza Tasso. Vedi mappa.


Fonti: sorrentoinfo - sorrentoweb

Image gallery: Alida's Photo - liverweb - sadhu15 - Nello_Pane


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Lunedì 26 Marzo 2012 10:16

Ghost Town Artwork: The Lost Pink House.

GHOST TOWN ARTWORK: THE LOST PINK HOUSE

The Lost Pink House

Clicca sull'immagine per una migliore risoluzione.

 

VISITA L'ARTWORK DI GHOST TOWN:

Ghost Town Artwork - a photoset by Chiara Salvadori on Flickriver

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Nell'area collinare della Toscana, tra i numerosi borghi che affiorano sulle cime dei colli, ce n'è uno ormai da tempo disabitato, un paese fantasma situato tra Palaia e Volterra. Il suo nome è Toiano.

Toiano. italiaperduta.com/ghostownToiano è un piccolo gruppo di case adagiate su alcuni poggi di tufo e con un cimitero posto all'ingresso del paese. Le sue origini appartengono all'alto Medioevo, quando era una fortezza molto ambita per la sua altitudine e per la posizione tra Pisa e Firenze. Furono proprio pisani e fiorentini a contendersela e alla fine vinsero i Medici. Il massimo splendore lo raggiunse nell'800 quando vi abitavano stabilmente circa 500 persone. In seguito ci fu un lento declino e, durante gli anni '60, quelle poche decine di famiglie rimaste si trasferirono più a valle in cerca di lavoro. Molti di loro furono impiegati nelle industrie della Valdera, fra cui si annovera anche la Piaggio, rinomata sopratutto per la mitica Vespa.

Il paese è un piccolo gioiello nascosto nel cuore della Toscana, dove si può assaporare un incantevole silenzio e respirare profumi di frutti provenienti da qualche albero cresciuto qua e là nella folta vegetazione. La vista è impareggiabile, come ci si aspetta da questo paradiso collinare che ha reso la Toscana una meta turistica per eccellenza. Dal colle si possono osservare distese di campi coltivati, casolari, vigneti e le mura e le torri della splendida Volterra. Il borgo è diviso da una stretta viuzza, costeggiata da alcune case abbandonate, ormai veri e propri ruderi con cantine, granai, mobili, pezzi di giornali degli anni '50 appesi alle pareti e qualche suppellettile lasciato lì dai vandali che a lungo hanno depredato il luogo.

Reso famoso molto tempo fa grazie al concorso fotografico indetto da Oliviero Toscani, di tanto in tanto a Toiano si incontra anche qualche anima curiosa o qualche sporadico abitante in cerca di pace, come Giovanni Cerasoli, un sommozzatore che nei momenti liberi si rifugia qui, dove dice che "se uno vede il tramonto dalle finestre di Toiano non se ne va più via." Nel cimitero invece l'ultima croce è del 1999 e reca l'effige di Nella Veracini, nata nel 1913 e sepolta nel suo luogo nativo, come da lei espressamente richiesto.Toiano. italiaperduta.com/ghostown

Il borgo nasconde anche un misterioso caso di cronaca del passato, alimentato nel tempo da dicerie e storie di fantasmi. Il 5 giugno del 1947, il giorno del Corpus Domini, una bella giovane del posto di nome Elvira venne trovata morta sgozzata in un boschetto. La colpa ricadde sul fidanzato che però, dopo 24 mesi di galera, fu assolto. Il giallo è rimasto irrisolto e si dice che lo spirito dannato della bella Elvira vaghi ancora tra le case del paese. Il volto sorridente della giovane è oggi visibile su un ceppo di marmo in suo ricordo, situato lungo la strada tra Palaia e Toiano.

Per raggiungere Toiano bisogna prendere l'autostrada Firenze-Pisa-Livorno e uscire a Pontedera. Si imbocca poi la strada per Palaia e, attraversata Forcoli, dopo qualche chilometro si scorge a sinistra il cartello che indica Toiano. Una volta svoltati si prende una strada sterrata che si inerpica su per la salita, fino a giungere all'ex castello attraverso una porta medievale, dove ancora si possono vedere le fessure dietro le quali si appostavano le guardie con le balestre. Il borgo può essere una bella meta alternativa per chi viene in visita in questa splendida terra e vuole godere di silenzi e pace.


Fonti: Il blog sull'orlo del mondo - paesifantasma

Foto: Nital - Vacanzefaidate - Michele Fiumalbi - JasonOX4 - gal_etruria - AlbertoS2009

 

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Venerdì 17 Febbraio 2012 14:25

Istantanea da Castelnuovo Dei Sabbioni

ISTANTANEA DA CASTELNUOVO DEI SABBIONI

Ghost Town: Castelnuovo Dei Sabbioni

 

Stiamo aggiornando le nostre foto di Ghost Town. Puoi trovare la nostra photogallery su flickr:

 

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